
Domenica 14 dicembre 2025, il Centro Polifunzionale di via Matteotti ad Africo ha ospitato la presentazione del libro "Greggi d'Aspromonte. Pastorizia e Paesaggio ad Africo", un evento promosso dal Comune di Africo in collaborazione con la Newcastle University sui temi della pastorizia e della sostenibilità nei paesaggi aspromontani.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Dott. Domenico Modafferi e della vice presidente della Pro Loco Africo Giuseppina Modafferi, la mattinata si è articolata in una serie di interventi che hanno affrontato il rapporto tra attività pastorali, territorio e memoria collettiva. Il ricercatore Francesco Carrer ha illustrato un progetto interdisciplinare dedicato alla pastorizia e alla sostenibilità nei paesaggi dell'Aspromonte, mentre Francesco Trimboli si è concentrato sull'architettura dello spazio pastorale, mettendo in luce come stalle, recinti e manufatti tradizionali contribuiscano a definire l'identità del territorio.
Bruno Palamara ha parlato della pastorizia ad Africo, raccontandone pratiche, trasformazioni e potenzialità di sviluppo locale. Leo Stilo ha approfondito le pratiche pastorali, raccontando della propria infanzia, le sofferenze e le emozioni durante le varie attività con il papà Francesco in particolare quelle legate allo "Stazzu". Domenico Malaspina e Demetrio Orlando si sono soffermati sulle antiche strade dell'Aspromonte e i percorsi storici che hanno favorito per secoli la mobilità delle greggi e gli scambi tra comunità. Durante l'intervento è stato proiettato un bellissimo video con i percorsi e i paesaggi mozzafiato dell'Aspromonte.
Ha chiuso il programma l'intervento di Alfonso Picone Chiodo, dedicato ai toponimi come "segni dell'uomo": i nomi dei luoghi legati alla pastorizia sono stati letti come tracce della presenza umana e della stratificazione culturale dell'Aspromonte.
L'incontro ha rappresentato così un'importante occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e comunità locale, confermando il valore di un patrimonio fatto di paesaggi, saperi e relazioni antiche tra uomo e montagna, e sottolineando come la memoria e le conoscenze tradizionali rimangono fondamentali per la crescita sostenibile del territorio.

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In allegato una relazione della giornata curata da Bruno Palamara
