In libreria da ottobre 2015 “IL SALTOZOPPO” il nuovo romanzo di Gioacchino Criaco

Copertina Il saltozoppoLe piane dell’Allaro sono un giardino delle meraviglie, la terra è rossa e grassa, la grande azienda agricola dà impiego all’intero paese e le stagioni si inseguono tra le sfide a saltozoppo dei bambini, il lavoro dei padri e la festa del santo patrono. Crescono così, in quel “composto di razze diverse costrette a vivere in un fazzoletto di argilla”, Julien Dominici e i gemelli Agnese e Alberto Therrime. Crescono e si legano fra loro, come se fosse possibile per un Dominici e per una Therrime essere amici e poi amarsi. Solo i bambini possono crederlo, solo le donne. I Therrime, che conquistarono l’Aspromonte al seguito degli Aragonesi, e i Dominici, che su quei monti videro nascere i propri avi, non sono destinati a condividere la terra. E infatti il passato ritorna puntuale con violenza, spazzando via con il suo vento nero famiglie intere, spingendo gli uomini a uccidersi in faide senza fine e le donne a fuggire al Nord con i figli. Quel vento, tuttavia, per quanto forte, non può spezzare il filo di seta che lega Agnese al suo uomo. A Milano i due giovani sembrano finalmente liberi di amarsi, anche se i conti non sono ancora chiusi, non possono chiudersi. Il mostro che abita Julien è tutt’altro che sopito, si muove come un lupo seguendo sentieri di vendetta e giustizia immutati nei secoli, che lo conducono a incrociare inaspettatamente la via della Triade. Attraverso il destino di Agnese, di Julien, di Alberto e del cinese Tin, attraverso le loro stesse voci, le antiche storie dei popoli guerrieri dell’Aspromonte si intrecciano alle regole altrettanto antiche e feroci dei figli del Drago. Ma c’è una regola ancora più antica, che solo le donne conoscono: il loro racconto è l’unico antidoto in grado di cambiare le storie degli uomini. Dopo Anime nere, il suo sorprendente romanzo d’esordio, Gioacchino Criaco torna a raccontare una favola nera. Dove la vendetta è diritto di natura e il seme dell’odio coincide con il destino. “La Calabria è una terra strana, sospesa tra passato e presente. La sua lingua non contiene il futuro dei verbi, il domani è affidato al destino.”

Descrizione e immagine tratta dal sito dell'editore http://www.feltrinellieditore.it

Testa scolpita in una pietra Scoperta tra scogli di Africo

Testa scolpita su pietra tra gli scogli di Africo

Se ne sono accorti alcuni turisti bolognesi, ammirando il profilo su uno dei massi che compongono la ben nota “scogliera” di Africo. Hanno notato i lineamenti definiti, lo scorcio di un volto che emergeva dall’acqua. Il masso, infatti, è poggiato sull’acqua svelando un volto in trequarti.

Molto probabilmente si tratta di un ritrovamento archeologico importante, di una scultura che potrebbe risalire alle conquiste della civiltà greca, ma sono tutte supposizioni che adesso hanno bisogno di essere verificate. Sta di fatto che quel volto inciso su pietra è visibilissimo ma per moltissimo tempo nessuno si è accorto di nulla. Sono stati proprio i turisti a mettere in evidenza i lineamenti ben definiti.

E poi c’è lo sguardo, serio, intransigente, con il naso pronunciato e una barba folta scolpita lungo il volto. Ciò che si distingue comunque lascia pochi dubbi: della scultura si nota lo zigomo, le narici. Tutto quanto incastonato in un trequarti classico, poggiato sul mare. E dopo la scoperta, sorgono i primi dubbi.

Forse, oltre il volto riemerso dal mare, lì vicino potrebbe trovarsi dell’altro, magari la testa ritrovata faceva parte di un sistema scultoreo più complesso poi crollato per effetto delle onde. Alla soprintendenza toccherà fare luce sulla scoperta, partendo da una domanda fondamentale: quale civiltà ha lasciato ai posteri quest’opera magnifica?

Fonte: http://www.ilquotidianoweb.it/

Tutto torna: il nuovo libro di Salvatore Modaffari

Dopo il libro "Quando si abbrustolivano le ghiande", Salvatore Modaffari presenta il nuovo romanzo "Tutto torna". È la storia di Bartolo, un calabrese che nel 1904 lascia il suo piccolo paese in Aspromonte per emigrare in America. "Il libro racconta le sue ansie e le sue paure prima della partenza; il suo travagliato viaggio in nave; le sue disavventure nella misera Little Italy; le vittorie e sconfitte che segnarono la sua esistenza … È, in qualche modo, la storia di ogni emigrante. Di ieri come di oggi. Cambiano i luoghi, il contesto, ma le dinamiche relazionali ed emotive dello sradicamento, dello straniero in terra straniera, si ripetono nel tempo e non c'è memoria che tenga".

 

Le informazioni sono tratte dal sito dell'Editore lulu.com da dove è possibile acquistare direttamente attraverso questo link.

 

Questa sera l’evento “Astronomia e Biodiversità nelle tradizioni dei contadini calabresi”

Planetario Provinciale Pythagoras

Il Planetario Provinciale Pythagoras – Sezione Calabria Società Astronomica Italiana che, in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, ha in atto il progetto: “Astronomia e Biodiversità nelle tradizioni dei contadini calabresi”, stasera, 21 Agosto alle ore 21.00, sarà presente sul Lungomare di Africo. Protagonista sarà il Cielo d’Estate con le Costellazione estive del Sagittario, dello Scorpione, del Cigno, della Lira e dell’Aquila. Osserveremo un Cielo di piena estate con un sguardo al Cielo di primavera che ci sta lasciando. Non mancheranno Saturno con i suoi anelli e la Luna a regalare emozioni, e per quanto l’inquinamento luminoso consentirà, potremo anche osservare oggetti del Cielo profondo, come per esempio l’ammasso globulare M13 oppure la nebulosa planetaria M57 e la bella stella binaria Albireo. Tra Mare, Terra e Cielo, gli esperti del Planetario guideranno il pubblico all’osservazione del Cielo ad occhio nudo e con gli strumenti. Saranno svelati i perché dei nomi delle stelle, i perché delle forme rintracciabili nel cielo, i legami che uniscono i più vari personaggi che popolano la sfera celeste alle nostre tradizioni.

Articolo tratto da www.strill.it