
La figura di Umberto Zanotti Bianco è senza dubbio fuori dal comune. Uomo del Nord che profuse a piene mani in tutto il mezzogiorno un impegno sociale che lo ha reso immortale agli occhi dei meridionali. La sua indole naturale, l'influenza degli scritti di autorevoli meridionalisti come Franchetti, Fortunato, Salvemini lo convinsero a un scelta di vita ad appena vent’anni, che lo legò inesorabilmente alle sorti del Mezzogiorno d'Italia per tutto il resto della sua vita. Nonostante le molteplici attività che lo impegnarono nel sorso degli anni, non dimenticò mai la sua assunzione di “responsabilità” verso il Sud d’Italia, che chiamava il “mio mezzogiorno”. Portare negli umili, tra la povera gente, l'infanzia e gli analfabeti dei luoghi più abbandonati, mediante la scuola, una elevazione ad un livello di vita più umano e civile, fu l’impegno, che assunse con la sua Associazione, da uomo d’azione qual’era, per portare istruzione là dove la povertà e l’ignoranza dominavano sovrane. Lavorò in questo campo con ardore indefesso.